06 novembre 2007

COSA E' RIMASTO...


1 -Cosa è rimasto del leggero concederti, alla curiosità dei tuoi simili, nel palcoscenico della vita, del naturale scoprirti, animale sociale, nato per stare con,
nel sempre-fluire delle storie lungo il fiume Umanità.
Quali le eredità, oggi, le occasioni di vita, dono della storia.
Cosa permane, di tutto il fervore che passa sotto il cielo! .
Sotto questo cielo piombo, il grande respiro della storia s’è perso,
si vaga indifferenti, dietro il paravento del “ proprio particulare”,
dell’egoismo che non fa vedere oltre il palmo del naso.
“Ciechi tra ciechi.”
Contenti delle mollichine che cadono dalla mensa dei potenti - .
Dov’è la condivisione? Tutto è appiattito, quotidiano tran tran, routine che uccide.
Manca il sogno, manca lo stupore davanti alle meraviglie della vita.
Manca la domanda, unica, decisiva.. Per che cosa val la pena vivere !!

2 -Sicilia, sezione spazio-temporale nella quale viviamo,
sempre pronti ad ossequiarci vicendevolmente
con il fatidico, mellifluo “tutto a posto ?”,
quando di veramente “a posto” non c’è niente,
anzi tutto è schiacciato, corroso da un apatia indolente,
grasso che cola sugli ingranaggi logori di questa realtà piccolo borghese,
La Sicilia…. è malata.
non c’è più vita sociale, né la si cerca,
non ci si entusiasma più di nulla,
il sostrato culturale è inesistente
da ciò discende l’impossibilità a costruire futuro,
mancano le idee, mancano gli uomini,
assuefatti, come sono, dal Bengodi multimediale,
non luogo mentale che misconosce le identità particolari,
azzerandole in una tecno-pappa onnipervasiva, sinonimo di alienazione.

3 -Nonostante non ci sia più l’uomo, nè la sua storia
nonostante la scomparsa della Polis,
bisogna ancora sperare che emerga la sete di vita
per occupare nuovamente i luoghi topici della città,
abbandonati da lungo tempo,
i luoghi del dialogo, della solidarietà.
Se di speranza, si può e si deve parlare,
essa ha da essere costruita giorno per giorno.
A tutti gli uomini, cui questo tempo ostile e tiranno,
non ha ucciso la fantasia, la voglia di fare comunità,
è rivolto l’invito a iniziare a collaborare
alla ricostruzione dell’unica, nostra,
casa-comune……..
la terra.

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