24 dicembre 2008

AUGURI SCOMODI di Don Tonino Bello

Spero nella rinascita di un umanità rinnovata a partire dal ripensamento radicale del nostro modo di vivere, ormai intollerabile, per questa povera unica nostra terra.
In Questa vigilia, che spero sia anche di riflessione, vi voglio rendere partecipi di un messaggio, quello di un uomo di chiesa, un grande uomo di chiesa, Don Tonino Bello.

"Non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire.
Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali
e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,
vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale!

Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza."

23 dicembre 2008

LA FORMA DEL TEMPO

Ricordo la mimosa
fiorire in un giardino lontano,
l’allegria delle ore,
il mondo ricolmo d’amore promesso,
il cielo riparo,
la notte piena di stelle,
la città materna
accogliere l’emozione del ritorno a casa.

19 dicembre 2008

Al di là della cortina del tempo
vagano
rarefatte
parole..
echi di vite
passate

16 dicembre 2008

FRATELLO MIO

fratello mio, se ci riesci
non interrompere il flusso dei sentimenti,
cerca per quanto puoi di essere coerente,
considera sempre la tua piccolezza,
non anteporre te stesso agli altri.
Raccogliti ora,
e guarda dritto negli occhi di chi ti sta di fronte,
amalo se puoi,
con un intensità e un trasporto superiori,
accoglilo nel tuo mondo,
vibra al risuonar delle sue parole
pensa sempre che davanti a te
c’è un mondo che si apre,
un cuore in cerca di ristoro.
Se puoi,
sii sempre presente a te stesso,
accetta della vita le sofferenze
che ti porrà davanti
e spera,
mi raccomando,
spera,
in un mondo migliore,
nella pace,
nella fraternità universale.
Ricorda che non sarai mai solo,
che ci sarà sempre qualcuno
che avrà un dolce pensiero per te,
anche per un attimo.
Ricorda che non c’è parola,
che non aspiri al cielo,
volatile e leggera,
sappi che ci incontreremo ancora
e ancora ritroveremo i suoni
che ci cullarono un tempo
quando felici e liberi ci lasciavamo bruciare
dal sole della speranza feconda.