13 marzo 2008

PREGHIERA


Mi sento come un viandante intento a salire sulla cima d'un monte a rimirar le stelle,
dopo essersi perduto nel mondo, provo a respirare un aria nuova,
aspiro alla luce.
Sono alla ricerca di un rinnovato vedere, sentire,
attento agli impercettibili tempi dell’anima,
io che ho l’anima malata.
Così mi allontano spesso dal quotidiano tran tran,
mi allontano dallo sterile tempo del commercio che ci depriva degli affetti,
che ci annulla.
Per ritornare all’intimità del noi,
alla condivisione,
agli sguardi comunicativi pieni di amorevole cura,
al tempo materno delle sicurezze,
al luogo com/prensivo,
dove tutte le cose pronunciano il tuo nome
lì ci si riconcilia, lì le pause, il silenzio sono il pieno,
e il corpo è strumento teso a magnificare la vita,
ad esaltare la sostanza del mondo.
E scrivo così, anche di te, del tuo esserci,
e vedo il cielo e il mondo in un altra luce.
La vocazione al silenzio dà respiro al tempo che irradia di sé il mondo e
il ritmo dell’esistenza viene scandito dal battito del cuore.
I moti dell’anima salgono al cielo,
totalmente presente,
pienamente uomo al tuo cospetto… mi ritrovo
ad amarti d'un amore infinito.

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