23 maggio 2008

360°

Andare al di là della politica per perseguire una strategia fondata su un adeguata programmazione culturale.
Non si tratta di dar vita ad un nuovo modello culturale frutto di una sterile quanto riduttiva adesione alle mode aprospettiche (vedi le tre i, le quattro f, etc etc) , si tratta di recuperare ciò che si è apparentemente smarrito, i valori dimenticati dell'occidente e sviluppare al contempo una capacità critica che implica il discernere autonomamente non avallando scelte preconfezionate che mistificano la storia.
Perseguire un pluralismo culturale attraverso una politica volta a suscitare possibilità di confronto.
Bisogna poi scardinare il nesso storico, oramai stantio, costruito ad arte dalla sinistra tra cultura, aggregazione giovanile e politica, rafforzato dall’occupazione sistematica degli ambiti universitari e dei centri di cultura. Quanti di noi sono caduti, in anni abbastanza recenti, sol perchè eravamo voce fuori dal coro, quante carriere accademiche sono state stroncate sul nascere.
Non va perseguita una battaglia contro, sarebbe riduttivo ed autolesionistico.
Ricercare invece un equilibrio tra differenti visioni del mondo, muovendosi in maniera panottica a 360 gradi, un equilibrio che sappia essere fonte di un rinnovato dibattito culturale non più esacerbato da condizionamenti pretestuosi.
Una visione integrata e plurale tesa a recuperare in maniera dinamica quanto inerisce l’immenso patrimonio storico- culturale che ci contraddistingue.

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