04 settembre 2012

Cambiare si può


Io non ho la concreta percezione
di quanto accade intorno a me,
è come se vivessi in una bolla,
un entità introflessa che mi permette solo di navigare a vista,
preso come sono dalle mie cose,
dalle mie pretestuose espressioni di vita,
tutti voi sapete com’è: battiamo tante strade/piste,
morsi dall’estro, partecipi di una corsa frenetica,
si scorrazza in lungo e in largo,
suonando il clacson,
peee peee,
per farci largo nella confusione,
per farci notare,
e ritagliarci un pezzetto di storia,
la nostra piccola storia, da raccontare, la sera.
Anche in questo momento, quanti di noi ,
mentre scrivo,
nell’apparente quiete della sera,
si stanno dando da fare,
e stanno schiacciando con veemenza,
il peee peee,
come estremo consuetudinario segno di un inabitudine al silenzio
diventata prassi del vivere sociale,
siamo totalmente immersi nel caos
assuefatti dall'assordante rumore di fondo
che si leva dal basso,
dalla pancia del mondo.

Abbiamo abbandonato,
il silenzio della meditazione
immagine del tutto pieno,
simbolo di una conoscenza introspettiva che si apre al mondo.

Cambiare si può, si deve...

Soffermiamoci sulle nostre traiettorie esistenziali,
scaviamo un solco profondo tra noi e la disattenzione
di cui è pieno il nostro quotidiano,
misuriamoci con l’esigenza sempre più pressante di capire cosa siamo diventati,
cosa ci attraversa, ci riempie, ci accoglie, ci condiziona, ci ama.
Stiamo vivendo una piega del tempo,
piena delle nostre contraddizioni,
stiamo permettendo al nulla di irretire la nostra realtà,
di condurla verso l’assenza di ogni prospettiva,
in una lacerazione del senso, frutto purtroppo, e ce lo dobbiamo dire, spesso di improvvisazione, banalissima, miserabile.. improvvisazione
non sanno, non sappiamo quello che facciamo, è storia...
siamo drammaticamente vuoti,
privi di conoscenza...
schiavi della banalità..
.. del male.

Come reagire a tutto questo..
essere presenti, innanzitutto..
e poeticamente abitare la terra e il cielo,
connotando lo spazio esistenziale
misurandolo, circoscrivendolo,
per dare forma compiuta all'esistenza.
Qui il discrimine, cher amis...tra il vivere e il morire...

Nessun commento:

Posta un commento